Sogni agitati sintomo Parkinson? Medici anti-bufale ’può accadere, si fa polisonnografia’

(Adnkronos) - Incubi e sogni agitati di solito non hanno alcun significato clinico. Tuttavia, la ricerca scientifica degli ultimi decenni ha individuato un tipo particolare di disturbo del sonno - quello in cui si agisce fisicamente mentre si sogna, muovendosi, urlando o cadendo dal letto - che può essere un segnale precoce di alcune malattie neurologiche, come il morbo di Parkinson. Si tratta di un’area di ricerca in rapida evoluzione, che sta cambiando il modo in cui i medici guardano ai disturbi del sonno come possibili campanelli d’allarme di patologie più gravi. In occasione della Giornata Mondiale del Parkinson, gli specialisti del sito anti-bufale ’Dottore ma è vero che...?’ - curato dalla Fnomceo (Federazione Nazionale degli Ordini dei Medici Chirurghi e degli Odontoiatri) - cercano di fare un po’ di chiarezza.

Cosa si dare fare se ci si riconosce in questi sintomi? "Se si nota che una persona di notte si agita molto, urla o compie movimenti bruschi durante i sogni, è importante parlarne con il medico di medicina generale - rispondono - Non c’è motivo di allarmarsi, ma vale la pena approfondire. Il medico potrà valutare se inviare il paziente a uno specialista del sonno per eseguire un esame chiamato polisonnografia: si tratta di un esame strumentale che registra l’attività del cervello, dei muscoli e della respirazione durante il sonno, e che permette di fare una diagnosi precisa di Rbd (Rapid eye Movement sleep Behavior Disorder o disturbo comportamentale del sonno Rem). Le linee guida dell’American Academy of Sleep Medicine, aggiornate nel 2023, indicano la polisonnografia con videoregistrazione come l’esame di riferimento per la diagnosi, e raccomandano interventi per ridurre il rischio di farsi del male durante la notte, come proteggere il bordo del letto. Se invece il problema riguarda incubi frequenti senza agitazione fisica, può essere utile - suggeriscono - tenere un breve diario dei sogni, annotando i dettagli al risveglio, così da aiutare il medico a valutare la frequenza e le caratteristiche del disturbo. Va ricordato, infine, che anche certi farmaci possono causare sogni vividi e incubi frequenti: è sempre una cosa da riferire al proprio medico di medicina generale".

Oggi sappiamo che l’Rbd, soprattutto quando non ha una causa apparente come l’effetto collaterale di un farmaco, può essere un segnale molto precoce di malattie neurodegenerative, cioè malattie che danneggiano progressivamente il sistema nervoso.

C’è davvero un legame tra questo disturbo del sonno e il morbo di Parkinson? "Sì, oggi questo legame è ben documentato dalla letteratura scientifica - rispondono gli esperti - In uno dei primi studi a lungo termine sull’argomento, un gruppo di ricercatori dell’Università di Barcellona ha seguito nel tempo pazienti con Rbd, osservando che molti di loro sviluppavano nel corso degli anni il morbo di Parkinson oppure la demenza a corpi di Lewy, una malattia neurologica che colpisce sia i movimenti che la memoria. Questa scoperta è stata poi confermata da uno studio multicentrico internazionale che ha raccolto i dati di 24 centri specializzati in tutto il mondo: su una casistica molto ampia, i ricercatori hanno confermato l’alto rischio di conversione verso malattia neurodegenerativa e hanno identificato alcuni segnali che, se presenti insieme all’Rbd, aumentano ulteriormente questo rischio - tra cui la perdita dell’olfatto, lievi difficoltà di memoria e alcuni segni motori ancora subclinici . Una revisione sistematica con metanalisi ha poi stimato che circa un terzo di chi soffre di questo disturbo sviluppa una sinucleinopatia - termine con cui i medici indicano un gruppo di malattie che comprende il Parkinson, la demenza a corpi di Lewy e altre patologie simili - entro cinque anni dalla diagnosi, e che questa percentuale potrebbe superare il 90% nel corso di 14 anni".

I brutti sogni normali possono essere un segnale di rischio? "Su questo punto la ricerca è ancora nelle fasi iniziali e le prove disponibili sono meno solide rispetto a quelle sull’Rbd. Uno studio pubblicato nel 2022 ha analizzato i dati di tre grandi coorti di popolazione britannica. I risultati - avvertono - mostrano un’associazione statisticamente significativa tra la presenza di incubi frequenti e un rischio aumentato di sviluppare il morbo di Parkinson nei cinque anni successivi. Tuttavia, è fondamentale non allarmarsi: avere brutti sogni di tanto in tanto è normalissimo e non rappresenta in alcun modo un segnale di malattia. L’associazione trovata dallo studio riguarda persone che soffrono di incubi ricorrenti, frequenti e persistenti nel tempo. Inoltre, un’associazione statistica non significa causalità: sono necessari ulteriori studi per capire se gli incubi possano davvero essere usati come marcatore precoce di rischio nella pratica clinica".

Iscriviti alla newsletter

Iscrivendoti acconsenti al trattamento dei dati personali ai sensi del Dlgs 196/03.

Argomenti: