(Adnkronos) - "Da qualche anno, purtroppo, le segnalazioni che riceviamo sono sempre le stesse e riguardano sempre il tema dell’accesso. Nel tempo, le segnalazioni che prima si concentravano sulla qualità dei servizi o sulla sicurezza si sono spostate completamente sull’accesso alle cure: oggi la metà di quelle che ci arrivano riguarda proprio questo tema". Così Anna Lisa Mandorino, segretaria generale di Cittadinanzattiva, intervenuta alla seconda edizione dell’Health Journalism Forum, in corso all’ospedale Cardarelli di Napoli. "Ma cosa si intende per accesso dal punto di vista dei cittadini? Innanzitutto i tempi di attesa, quindi tutta la grande questione delle liste d’attesa, sulla quale si concentra anche gran parte della comunicazione pubblica. Poi i costi che dalle liste d’attesa derivano, perché di fronte a tempi lunghi il cittadino deve decidere se rinunciare alle cure, non avendo la possibilità di pagarle, oppure pagarle di tasca propria. Accesso, quindi, in termini di tempo e in termini di costo. E infine il grande tema dell’accesso come prossimità dei servizi: in molte aree del nostro Paese c’è un problema di desertificazione dei servizi sanitari, per cui accedere significa anche avere difficoltà a trovare un servizio vicino al luogo in cui si vive o si lavora".
Quanto al ruolo di una corretta informazione nel rendere i cittadini consapevoli dei propri diritti in materia di salute, Mandorino ha sottolineato: "L’informazione è ciò che noi chiamiamo alfabetizzazione sanitaria ed è molto utile per orientare il cittadino in un mondo certamente molto complesso come quello della salute, dove tante informazioni si stratificano e tante norme cambiano di giorno in giorno, modificando le situazioni. Serve quindi un’informazione corretta, che tratti il cittadino da adulto e non da bambino, come diciamo noi: un’informazione che non abbia un approccio paternalistico, ma che informi i cittadini e li metta nella condizione di esigere i propri diritti, ma anche di esercitare i propri doveri e le proprie responsabilità nell’accesso ai servizi, sapendo dove orientarsi".
"Un dato che ci ha colpito nell’ultimo Rapporto Pit, dai Punti integrati di tutela in cui ascoltiamo i cittadini - ha aggiunto - riguarda le Case della comunità, legate a tutta la riforma dell’assistenza territoriale. Si tratta di un tema molto centrale nel dibattito tra gli addetti ai lavori, che però risulta il meno considerato in assoluto dai cittadini, semplicemente perché per loro le Case della comunità spesso non sono ancora una realtà: magari sono state costruite o ristrutturate, ma non sono ancora aperte e utilizzabili. C’è quindi una discrasia tra quanto se ne parla tra gli esperti e quanto questo incide poi sulla consapevolezza dei cittadini, che invece dovrebbero avere ben chiaro il disegno delle Case della comunità, perché si tratta di una delle riforme più importanti maturate negli ultimi anni", ha concluso.
