(Adnkronos) - Primo Maggio all’insegna dell’unità sindacale ritrovata per Cgil, Cisl e Uil. Maurizio Landini, Daniela Fumarola e Pierpaolo Bombardieri, oggi insieme sul palco di Marghera dopo lo ‘strappo’ dello scorso anno, quando i tre leader avevano scelto tre città diverse per celebrare, separatamente, la Festa dei Lavoratori. Si torna dunque insieme, mettendo al centro della manifestazione di quest’anno il tema del lavoro dignitoso.
"Ci sono otto milioni di persone in Italia con uno stipendio sotto i 15 mila euro lordi annui. Ma hai mai provato a vivere con uno stipendio così? Ci vuole un lavoro dignitoso". Così dal palco il segretario generale della Uil Bombardieri. "La dignità del lavoro non è solo una questione economica ma anche sociale. Se il lavoro non è dignitoso diventa anche una questione di democrazia del nostro paese", sottolinea evidenziando che in part time "lavorano 3,8 milioni di persone" e che in Italia "ci sono 16 forme di avviamento al lavoro". Non è un caso, rileva, "se i nostri giovani vivono in una condizione di incertezza permamente": per loro "serve un lavoro a tempo indeterminato pagandoli bene".
"Abbiamo ancora - aggiunge Bombardieri - la piaga di chi perde la vita sul lavoro. Non ci possiamo fermare" sulla sicurezza sul lavoro. “Va istituito l’omicidio sul lavoro, fate una Procura speciale. Certe sentenze sono una vergogna, sono insulto alla memoria di questi ragazzi che hanno perso la vita”. “Aumentiamo la prevenzione, i controlli. Ogni lavoratore ha il diritto di tornare a casa sano e salvo. E’ un principio non negoziabile”, sottolinea il leader Uil.
"In questo momento non possiamo permetterci il lusso di giocare a nascondino, non possiamo rimanere fermi dietro tatticismi, bisogna avere coraggio, bisogna chiudere l’accordo sulla rappresentanza e dire a questo Paese quali sono i contratti che valgono erga omnes. Dobbiamo avere il coraggio di fare questo accordo", spiega ancora.
"Dobbiamo anche noi sindacati di non restare nel chiuso delle nostre stanze e dei nostri posti di lavoro, dobbiamo anche nel settore privato, come avviene nel pubblico - sottolinea Bombardieri-, andare a un election day che dia la possibilità a tutti i lavoratori, a tutte le lavoratrici di scegliere nel segreto dell’urna i propri rappresentanti sindacali. Facciamo questa competizione democratica, diamo la possibilità ai lavoratori, alle lavoratrici di votare,di eleggere i propri rappresentanti e così dimostriamo anche alla politica che quando si vota nelle elezioni regionali, nelle elezioni europee, vota il 40, il 50% degli aventi diritto. Quando si vota sui nostri posti di lavoro, vota il 90% degli aventi diritto e l’80% sceglie Cgil, Cisl e Uil come sindacati di riferimento", osserva il leader della Uil: "Dimostriamoli che siamo in grado di tenere questa battaglia, contrastiamo il dumping contrattuale, rafforziamo la nostra rappresentanza, favoriamo la crescita dei salari, costruiamo politiche attive che siano in grado di dare risposte attraverso la formazione continua".
"Il lavoro non è merce. Non può essere sostituito da un algoritmo. Il lavoro è dignità! Come ha detto il presidente Mattarella ’è il fondamento della Repubblica, e va ricomposto contro disuguaglianze e precarietà’. Ancora ieri il Capo dello Stato lo ha affermato come meglio non si potrebbe, salutando il sindacato come fondamentale presidio di democrazia: ’La coesione sociale - ha detto Mattarella - richiede che il lavoro e la tutela dei lavoratori siano effettive, contro ogni illegalità e sfruttamento che rappresentano una minaccia alla convivenza stessa. Le parti sociali sono chiamate a contribuirvi con i loro valori. II dialogo sociale non deve mai interrompersi’. Grazie Presidente! Siamo qui per dirlo forte: non vogliamo un lavoro che schiaccia, che svuota, che spegne le speranze! Non accetteremo mai di essere ingranaggi di un meccanismo che usa e scarta! Vogliamo un lavoro che riconosce, valorizza, libera! Un lavoro che permette a ciascuno di lasciare una traccia, di esprimere creatività e protagonismo!", le parole dal palco della segretaria generale della Cisl Fumarola nel corso del suo intervento.
"Non dobbiamo avere paura del futuro. Noi di certo non ne abbiamo! Ma non accetteremo mai un destino scritto senza le persone! L’intelligenza artificiale deve essere alleata, non padrona del lavoro! Non vogliamo una competizione tra uomo e macchina! Vogliamo un’alleanza tra intelligenze! Una tecnologia che serve la persona, e non il contrario. Per questo occorre visione politica. Serve partecipazione. Serve formazione!", ha aggiunto
L’Intelligenza Artificiale, sottolinea, "non è né amica né nemica del lavoro. Può liberare la persona, ridurre la fatica, aprire nuovi spazi di creatività e di qualità. Ma può anche aumentare disuguaglianze, sostituire il lavoro senza sostituire il reddito, concentrare il potere in pochissime mani mentre i lavoratori pagano il conto. Come già ammoniva Leone XIII nella Rerum Novarum, la questione non è la macchina in sé: è chi ne governa i frutti".
Anche la leader del Pd Elly Schlein in piazza a Marghera: "E’ importante per noi di essere in questa piazza unitaria dei sindacati per il primo maggio, la festa dei lavoratori e delle lavoratrici in paese in cui l’articolo uno della Costituzione afferma che la Repubblica è fondata sul lavoro ma non è fondata sul lavoro povero, sul lavoro precario, non è fondata sulla cassa integrazione. E’ importante essere qui per un messaggio di sostegno a chi con il suo sudore e a sua fatica porta avanti questo paese e lo fa crescere", ha detto.
"Dopo 3 anni che insistiamo che c’è un’emergenza salariale se ne sono accorti pure loro, tardi. E dopo tre anni che provavano a prendere altri riferimenti oppure soluzioni che rischiavano di lasciare piu’ spazio ai contratti pirata, prendono come riferimento i contratti firmati dalle organizzazioni più rappresentative, esattamente come fa la nostra proposta unitaria di salario minimo. Il punto è che non hanno avuto il coraggio di fare un passo in più e dire che sotto una certa soglia non e’ lavoro ma e’ sfruttamento per questo andremo avanti anche in questa direzione", le parole della dem in merito al provvedimento sul lavoro varato ieri dal governo in Cdm.
Intanto però, dopo il varo del Dl Lavoro in Cdm, i tre leader hanno idee diverse: promosso da Bombardieri e Fumarola, bocciato da Landini. “Essere in piazza in maniera unitaria non vuol dire pensarla nello stesso modo”, le parole del leader della Cgil nella conferenza stampa di presentazione del Concertone di Roma. Landini sul decreto ha detto di aver trovato “singolare che per il giorno della festa dei lavoratori, tutti i soldi dentro il decreto siano per le imprese. Per i lavoratori non c’è un euro. L’esperienza dovrebbe insegnare che continuare a dare incentivi alle imprese per fare assunzioni, come noto non serve a incrementarle”. Per Landini “il tema di fondo invece si chiama ‘salario’ e quindi fisco”.
Si è detto invece "molto soddisfatto" Bombardieri evidenziando che "per la prima volta c’è un intervento legislativo che identifica il salario giusto e il salario dignitoso con i contratti di Cgil, Cisl e Uil”. Il governo, ha spiegato, non solo “decide di identificare i contratti comparativamente maggiormente rappresentativi come quelli da utilizzare per il salario dignitoso, ma fa una cosa ancora più importante, per noi: condiziona gli sgravi all’utilizzo di questi contratti. È un passaggio importante, una nostra battaglia, e credo vada nel senso giusto”.
Giudizio positivo di Fumarola anche se “attendiamo di leggere compiutamente il testo per fare delle valutazioni più di merito” ma intanto è “un ottimo risultato quello di aver fissato un principio", quello del trattamento economico complessivo (Tec) “dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni comparativamente più rappresentative a livello nazionale. Significa che al di sotto di questo trattamento non è salario degno. Per noi è un risultato importante”.
Posizioni distanti che però non sembrano minare un clima disteso: i tre leader si sono incontrati due giorni fa prima dell’inizio della conferenza stampa per i consueti ’a margine’ con i giornalisti, scambiando battute sorridenti, ma anche facendo due chiacchiere. Bombardieri ha spiegato che "è chiaro che rimangono sfumature e diversità di vedute, come è giusto che sia, il pluralismo sindacale in questo paese è sempre una ricchezza" ma "c’è un tema, che è quello del lavoro dignitoso, che riguarda tutti". E per Fumarola il palco unitario di Marghera è “un’assunzione di responsabilità su quelli che sono i valori principali e condivisi sui quali ci siamo sempre confrontati”. Per la numero uno della Cisl "in un tempo, come quello che stiamo vivendo, davvero complesso, pensiamo che sia assolutamente necessario esserci”. Un’assunzione di responsabilità, ribadisce, che “deve portare a fare delle proposte il più condivise”.
Dal 1970, quando il Primo Maggio poté essere celebrato insieme da Cgil, Cisl e Uil, la prima ’separazione’ si consumò dopo 14 anni, nel 1984. Dal 1986 le tre confederazioni ripresero a celebrarlo in modo unitario per arrivare poi allo strappo dello scorso anno, sebbene a unire le tre piazze ci fosse un unico tema, quello della sicurezza sul lavoro.
