Cortei, in chat Siher invito ad alzare scontro: "Non ci fermeremo neanche con i blindati". Verifiche su legami con presunti finanziatori di Hamas

(Adnkronos) - Obiettivi, schemi di guerriglia, le tecniche per rendersi fantasmi dopo avere colpito, uffici e sedi simbolo del potere citate in chat in cui si invitava ad alzare il livello di violenza e di scontro contro la polizia, senza dimenticare le parole chiare arrivate sulla chat Telegram che sfiora i 9.500 componenti e sulla pagina Instagram ’Movimento 17 ottobre’ seguita in pochi giorni da oltre 48mila follower: "Non ci hanno fermato con le leggi. Non ci fermeremo con i blindati".

Sono i messaggi scovati dalla Polizia di Stato che hanno aperto il varco per individuare e fermare Youssef Siher, amministratore della pagina social, accusato di istigazione a delinquere, violenza organizzata nelle manifestazioni pubbliche e su cui si indaga anche per l’ipotesi di terrorismo per quella natura eversiva che ha avuto effetti concreti: il panico, la chiusura dei negozi, aspetti che vengono citati nel provvedimento della Procura di Milano.

Sarà il lavoro, lungo e non semplice, sui computer e sui telefoni a restituire una ’rete’ di contatti che potrebbe scoperchiare altri vasi di Pandora e restituire legami tra mondi solo in apparenza lontani. Oltre a Youssef è indagata, per gli stessi reati, anche la moglie, in quanto avrebbe gestito con lui le comunicazioni social.

Inoltre sono in corso verifiche, da parte della Procura di Genova, su possibili legami tra Siher e il gruppo arrestato nell’inchiesta della Dda di Genova sul presunto finanziamento ad Hamas attraverso una rete di associazioni benefiche, che nel dicembre 2025 portò a decine di arresti, come apprende l’Adnkronos. Da quanto risulta, il nome del 30enne non compare nell’indagine chiusa di recente dalla Procura del capoluogo ligure.

Il pm di Milano Francesca Crupi chiederà domani la convalida del fermo per Siher. Solo dopo aver ricevuto gli atti, il giudice per le indagini preliminari fisserà una data per la convalida del fermo.

Il sequestro di cellulari e computer potrebbero restituire contatti, comunicazioni e modalità organizzative della presunta rete di chi ha provato a fomentare le proteste che hanno visto giovani e giovanissimi invadere le città. Siher, ricercatore dei movimenti politici islamici, 30 anni, italiano di seconda generazione, da ieri sera si trova in carcere a San Vittore.

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