Caffè, Scocchia (illycaffè): "Costo materia prima triplicato, è tempesta perfetta"

(Adnkronos) - "Il 2025 e questo inizio di 2026 sono stati caratterizzati da uno straordinario incremento del prezzo della materia prima. In media, nel 2025 il costo del caffè verde è stato di 368 centesimi per libbra, che è quindi il triplo della media storica dal 1972 a oggi. E anche se vogliamo paragonarlo a dati più recenti, questi 368 centesimi per libbra sono oltre il 50% in più rispetto all’anno precedente, quindi al 2024. E questa dinamica inflattiva comporta un aggravio di costi molto importante per le aziende. Tutte le aziende, Illycaffè non fa eccezione". E’ l’allarme che lancia, in un’intervista ad Adnkronos/Labitalia, Cristina Scocchia, ad di illycaffè, sugli effetti delle tensioni internazionali per il mercato del caffè.

"Noi stiamo cercando di mitigare parzialmente questo aumento del costo del caffè verde -ha proseguito Scocchia- con una efficace strategia di pricing da una parte e con azioni mirate di efficientamento dei costi dall’altra. Però è chiaro che il settore sta vivendo oggi una ’tempesta perfetta’ a causa del costo della materia prima ai massimi storici, a cui si affianca la crisi sullo Stretto di Hormuz che fa salire i costi logistici. Il caffè non passa direttamente per lo Stretto di Hormuz, però ci passa l’urea, che è fondamentale per i fertilizzanti che vengono usati nelle piantagioni", ha sottolineato.

Ma non solo. "Abbiamo i container che costano tra i 300 e i 400 dollari in più rispetto solo a due mesi fa, perché l’intero sistema di supply a livello mondiale è sotto pressione.Quindi le aziende vedono il costo dell’energia che aumenta, e già non partivamo da una base favorevole rispetto ad altre aziende, ad esempio americane. In più salgono i costi dei container, sale il costo del trasporto su gomma, si allungano i tempi di consegna dei container, quindi diventa anche più difficile programmare la produzione in maniera efficace ed efficiente. Ma in questa tempesta perfetta noi siamo intenzionati a dare il meglio di noi stessi e a continuare a crescere come abbiamo fatto l’anno scorso", ha aggiunto Scocchia oggi a Venezia per la Biennale Arte 2026.

La presenza alla Biennale Arte 2026

"Noi siamo il main sponsor della Biennale Arte dal 2003, quindi la nostra -ha ricordato- è una partnership di lunga data che ci lega a questa importante manifestazione. E quello che vogliamo fare quest’anno è continuare a raccontare il bello e il buono del caffè, e lo vogliamo fare attraverso l’arte contemporanea, perché riteniamo che sia un linguaggio universale, forse uno dei più universali che esista. Per noi l’arte è uno strumento di dialogo, capace di superare anche i confini culturali e linguistici. E la Biennale è il cuore pulsante di questa arte contemporanea, è l’ambito che abbiamo scelto per esprimere la nostra identità e per riaffermare quei valori di eccellenza, etica e sostenibilità, che da sempre sostengono, spingono, guidano il nostro percorso come azienda".

"E anche quest’anno -continua Scocchia- presentiamo la Illy Art Collection che ripercorre e interpreta il tema della manifestazione: In Minor Keys, che celebra la capacità dell’arte di entrare nella vita quotidiana regalando emozioni nuove. Lo vogliamo fare con questa ’Illy Art Collection’, in cui quattro artisti hanno esplorato il dialogo sottile che esiste tra arte da una parte e quotidianità dall’altra. E in questo modo, ancora una volta, un oggetto quotidiano semplice come può essere una tazzina di caffè, diventa uno spazio di narrazione, uno spazio di cultura", conclude.

La dinamica dei prezzi del caffè per i consumatori

"La compressione dei margini per le aziende è ancora alta e quindi è possibile che ci siano delle aziende che decidano di ritoccare ulteriormente i prezzi. Noi in particolare, come Illycaffè, abbiamo deciso che staremo molto attenti, monitoreremo in maniera continua e costante l’evolvere della situazione. Al momento non abbiamo ulteriori incrementi di prezzo all’orizzonte, quindi per il 2026 speriamo di non dover toccare i nostri listini. Però è ovvio che questa decisione può essere messa in discussione e può cambiare se la situazione internazionale dovesse ulteriormente peggiorare", ha spiegato Scocchia.

La crescita del 2025

"Siamo riusciti a crescere anche di più di quanto preventivato, perché quando sai che devi attraversare una tempesta perfetta, ovviamente ti poni degli obiettivi sfidanti, ma non sai se poi la nave e l’equipaggio riusciranno a dare il meglio di sé. Invece devo dire che, sia la nave che l’equipaggio, a cui sono estremamente grata, per usare questa metafora, hanno dato il meglio di sé. L’anno scorso abbiamo chiuso a 700 milioni di euro di ricavi, che vuol dire una crescita del +12% a tassi di cambio costanti rispetto all’anno precedente, ma soprattutto vuol dire che in quattro anni, in cui non ci siamo fatti mancare niente, dalla coda pandemica alla guerra in Ucraina, dalla prima guerra in Medio Oriente all’inflazione e ora Hormuz, noi siamo riusciti comunque a crescere del 40%, passando da 500 a 700 milioni. Crescere del 40% in quattro anni è un segno di grande solidità delle strategie che abbiamo deciso di porre in essere", ha spiegato l’ad dell’azienda.

Trieste e gli Usa

"Stiamo facendo ottimi progressi, siamo a un ottimo punto su entrambi i fronti. Innanzitutto, per quanto riguarda gli Stati Uniti, abbiamo identificato un partner strategico di lungo termine, con cui a breve inizieremo a produrre alcuni prodotti dedicati esclusivamente al mercato americano. Non siamo ancora nelle condizioni di poter rendere pubblico il nome perché siamo nella fase finale in cui dobbiamo chiudere la negoziazione e firmare i contratti, però siamo prossimi alla firma. Per quanto riguarda Trieste siamo anche lì a ottimo punto. Abbiamo confermato 120 milioni di investimento e anzi adesso abbiamo deciso di aumentarli, quindi andremo oltre i 130 milioni di investimento nell’arco di piano", ha spiegato Scocchia parlando dei progetti del Gruppo.

"L’estate scorsa abbiamo inaugurato a Trieste -ha continuato- una nuova catena di montaggio per produrre il prodotto più iconico che abbiamo, il 250 grammi, e fra un paio di mesi, quindi entro l’estate, inaugureremo la nuova torrefazione. E questo per noi è un milestone importante perché la nuova tosteria ci permetterà addirittura di raddoppiare la capacità di tostatura e di sostenere i ritmi molto forti di crescita che abbiamo realizzato, ma soprattutto gli obiettivi ambiziosi e sfidanti che ci siamo posti da qui al 2030", ha aggiunto.

Il ruolo dell’Ue a livello internazionale

"Il ruolo dell’Europa è fondamentale -ha spiegato Scocchia- perché le aziende europee in questo momento devono essere sostenute. Il costo dell’energia è uno svantaggio competitivo estremamente importante per le aziende europee, quindi quello che noi ci aspettiamo è che ci sia un intervento significativo e anche tempestivo da parte dell’Europa. E più in generale quello che mi aspetto è che l’Europa sappia essere veloce e determinata nella reazione e sappia finalmente usare questa ennesima crisi come ultima sveglia, l’ultima perché poi perdiamo il treno, per cercare di riconquistare quella competitività che non ha più". Così, con Adnkronos/Labitalia, Cristina Scocchia, ad di illycaffè, sul ruolo che l’Europa in questa fase di crisi internazionale.

"L’Europa -sottolinea Scocchia- non è autosufficiente dal punto di vista energetico, dal punto di vista della difesa, dal punto di vista della tecnologia, si deve dare una ’svegliata’ e accelerare nello sviluppare un industrial deal che permetta alle aziende europee di riconquistare quella competitività che al momento rischiamo di perdere.Si potrebbe partire dal semplificare l’apparato di norme e di regolamenti, che rendono a noi aziende difficilissimo andare ad esportare in Europa".

Non solo, per Scocchia. "Abbiamo parlato, a ragione, tanto, tantissimo del 15% di dazi che Trump ci aveva imposto l’anno scorso tra aprile e novembre, ma sono niente -sottolinea- in confronto ai dazi che noi dobbiamo affrontare ogni giorno per esportare in Europa. La complessità burocratica, normativa, regolamentale dell’Europa pesa su noi aziende molto di più di quanto non pesassero il 15% di dazi di Trump. Quindi credo che si debba smettere di parlare di mercato unico e finalmente lo si debba fare", ha concluso.

Gli obiettivi per il 2026

"Mi sono data, e ho dato al mio team, l’obiettivo per il 2026 di crescere la profittabilità a doppia cifra. È un obiettivo decisamente sfidante, come devono essere gli obiettivi, ma non è detto che lo si riesca a raggiungere, perché dipenderà non solo dalla nostra bravura, ma anche dalle condizioni di contesto. Però credo che i risultati che abbiamo raggiunto negli ultimi quattro anni ci permettano di darci un obiettivo così ambizioso e speriamo poi di poterlo raggiungere", ha sottolineato l’ad di illycaffè.

La quotazione in Borsa

"La quotazione in Borsa -ha spiegato rimane certamente un obiettivo e un desiderio dell’azienda. Ovviamente noi quello che possiamo fare è, da un lato, continuare ad accelerare nei risultati, cosa che stiamo facendo, e dall’altra parte monitorare quelle che sono le evoluzioni del contesto macroeconomico e geopolitico. Il che ci permetterebbe nei prossimi mesi di poter decidere se e quando quotarci. Ovvio che è una decisione che verrà presa al momento giusto e ci saranno due co-considerazioni che peseranno: i risultati interni da un lato e la finestra di opportunità offerta dal mercato dall’altro", ha concluso l’ad di illycaffè.

(di Fabio Paluccio)

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